Una famiglia ha trascorso oltre 40 anni isolata dal mondo. Come sopravvivevano? Quando li hanno trovati, ecco cosa hanno scoperto su di loro…

L’idea di vivere lontano da tutto e tuttin appare improbabile, ma una famiglia siberiana ci è riuscita, abitando in un luogo tra i più difficili da vivere di tutto il pianeta: è la taiga siberiana, in cui i giorni più corti sono in estate, e quelli più lunghi in inverno.

Per oltre quarant’anni, la famiglia Lykov ha vissuto lontata da tutti, distante da ogni forma di società, all’oscuro anche di grandi avvenimenti, come la seconda guerra mondiale!

La storia della vita solitaria di questa famiglia ebbe inizio quando un suo componente venne eliminato dalla polizia sovietica. Per questo motivo, la famiglia decise di scappare da quell’ambiente così ostile. Il tutto si verificò nel 1936, ed i Lykov si trasferirono a circa 240 Km dall’accampamento più vicino, in un luogo totalmente disabitato.

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Nel periodo in cui la famiglia Lykov si allontanò dalla società, era composta da quattro membri, ovvero il padre Karp, la moglie Akulina, il figlio Savin e la figlia Natalia. Nel corso della loro vita nella foresta, quella famiglia mise al mondo altri due bambini, ovvero Dmitry nel 1940, e tre anni più tardi Agafia.

La madre Akulina non riuscì a sopravvivere ad un periodo duro di carestia, e perì alla fine degli anni cinquanta. Del resto, vivere da soli è molto complicato, e per cercare di sopravvivere la famiglia mise infatti in pratica dei meccanismi come ad esempio quello della caccia. Il piccolo Dmitry infatti da adulto divenne un abile cacciatore, in grado di inseguire la preda persino a piedi nudi nella neve.

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I Lykov furono scoperti dai geologi nel 1978, e restarono molto colpito dal loro stile di vita. La famiglia non sapeva niente di niente dei principali avvenimenti a loro coevi: non conoscevano la seconda guerra mondiale, non sapevano dell’atterraggio sulla luna, ed erano estranei a ogni nuova invenzione sorta in quegli anni.

I geologi mostrarono a Karp un pacchetto di cellophane trasparente, e lui rimase scioccato: “Cos’hanno inventato! Questo è vetro, ma si accartoccia!”.

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Nel 1981 tre figli morirono a pochi giorni di distanza: due di loro per insufficienza renale, e un altro a causa della polmonite.

I geologi cercano di convincere Karp e la figlia Agafia ritornare a vivere nella società, ma loro si rifiutarono. Nel 1988 Karp morì, Agafia scelse di continuare a condurre quella vita, isolata sulle montagne.

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Nel 2013 Agafia aveva 69 anni, e ricevette una visita da Igor Shpilenok, fotografo russo. Lei disse al fotografo che riceveva molti visitatori, e che conduceva ancora una vita basata su solidi principi religiosi. Ed è proprio per questo motivo che vietò al fotografo e al team di quest’ultimo, di lavorate il 2 agosto, ovvero nel giorno della commemorazione del profeta Elia.

 

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