Mamma investita e morta per salvare i figli. Parla il nipote dell’anziana alla guida: “Mia zia 87enne pretendeva di guidare”

Abbiamo già avuto modo di parlare della vicenda verificatasi il 25 settembre scorso a Pieve di Soligo (Treviso), quando una 87enne ha investito una madre con i suoi due figli che attraversavano la strada (come avevamo raccontato QUI).

Dopo qualche giorno, la madre Antonela Kmet, che aveva fatto scudo col suo corpo per proteggere i due bambini è morta in ospedale al Ca’ Foncello (come avevamo già documentato in un secondo articolo: QUI). I due bambini invece si sono salvati, pur essendosi ricoverati anche loro nella struttura ospedaliera per danni di minore entità.

Ebbene, a seguito del triste episodio, il nipote della donna 87enne non si dà pace.

Graziano Gandon è disperato per quanto fatto da sua zia. Aveva già chiesto aiuto agli altri nipoti della donna 87enne per toglierle la macchina. L’anziana donna vive da sola, non si è mai sposata, e da poco aveva subito un intervento per la ricostruzione delle rotule, ed una operazione alle cataratte. Il nipote Graziano sapeva che la guida del veicolo della zia non era quella di un tempo.

Graziano ha spiegato che abita accanto alla zia, che è una donna anziana e sola, ed ogni tanto la va a trovare per vedere come sta. Spiega anche che lei ha un carattere molto forte, e che normalmente non accetta consigli. Si era giustificata dopo l’incidente dicendo che il sole l’accecava e che la visuale non le aveva consentito di vedere la madre e i suoi figli attraversare. Ma stava andando a tutta velocità, quando in genere in circostanze del genere è buona norma rallentare e guardare dal finestrino per capire se c’è qualcuno o qualcosa davanti.

La donna ora si è chiusa in un silenzio pieno di dolore, e dovrà vedersela con la giustizia.

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