Immigrati, l’amaro sfogo di un poliziotto: “Noi li salviamo ma spero si faccia qualcosa di serio per arginare questa invasione”

Manuel Cantelli è un poliziotto con una lunga carriera alle spalle, che di recente si è lasciato andare ad uno sfogo, scrivendo una lettera inviata al quotidiano “Il Tempo” nella quale parla della situazione relativa ai migranti che sbarcano sulle coste italiane.

Il poliziotto ha spiegato che si tratta di disperati, ma che in Italia ci sono giá tanti italiani disperati, alcuni come loro, altri ancora di più. Ha spiegato che chi approda in Italia con gli sbarchi è generalmente giovane, ha dai 15 ai 30 anni. Ha sottolineato che non hanno nemmeno la gentilezza di domandare le cose con garbo: quello che gli spetta lo pretendono e sono anche pronti a offendere se si manifesta qualche ritardo nell’assegnazione dei loro beni.

Il sig. Cantelli ha anche aggiunto che loro vanno rifocillati, vestiti ed ospitati all’interno dei centri di accoglienza, dandogli anche un letto, schede telefoniche, sigarette ed assistenza sanitaria. Li trasferiscono da Lampedusa in Sicilia, in aereo o a bordo di navi scortati dagli agenti. Nei viaggi in nave loro viaggiano in sale riservate, mentre i poliziotti sono costretti a sedersi su delle sedie da bar sopra al ponte della nave, come fossero dei cani da guardia.

Ha anche ricordato che qui in Italia viene loro dato un foglio di via con la raccomandazione di lasciare il Paese entro 7 giorni, ma la verità è che quel via si trasforma in una sorta di lasciapassare, e nel giro di poche ore diventano dei “fantasmi”. Rimangono in Italia, difficilmente tornano dalle loro parti. Ed è per questo motivo che il poliziotto ha aggiunto che spera si possa fare concretamente qualcosa per mettere un argine a questa invasione.

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